Approccio quantistico

Per conoscere sé stessi, occorre entrare in sintonia con l’universo, eliminare gli stereotipi che chiudono le porte della percezione, e passare ad uno stadio successivo che non vuole riformare ma trasformare, ovvero, innalzare le nostre conoscenze, per assumere una nuova consapevolezza, quella che ci permetterà di superare le nostre paure e le nostre sofferenze.

Nel campo delle scienze cognitive, che hanno come oggetto di studio la mente e l'intelligenza umana, la fisica quantistica risulta essere un immenso contenitore di conoscenze, che rende sempre più evidente l’esistenza di una coscienza collettiva che regola processi sincronici.

La fisica quantistica segue principi molto semplici, ad esempio, la legge della conservazione della massa, una legge fisica della meccanica classica, ci spiega il moto perpetuo della vita, che non avrà mai fine; nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Dobbiamo quindi entrare nell’ottica che non esiste una fine, ma sempre un nuovo inizio.

Se proviamo ad esaminare l’infinitamente piccolo, la fisica quantistica ci dice che i quanti, sono le più piccole particelle di energia dell’universo, sono piccolissime entità che provengono dal nulla, dall’invisibile. Ora, se proviamo ad esaminare per un attimo quel senso di vuoto dell’infinitamente grande, immaginiamo che all’infinito tutto torna nell’invisibile; gli studi dei buchi neri tentano di verificare questo fenomeno.

Non esiste una fine nell’infinitamente grande, come non esiste una fine nell’infinitamente piccolo, sono semplicemente due vasi comunicanti. L’universo è composto di energia e di materia che si espande verso l’infinitamente grande (entropia), per poi scomparire nell’invisibile. Qui tutto si ricompatta o si concentra (sintropia) e diventa nuovamente energia e materia visibile, nel momento in cui noi ne diventiamo consapevoli, nell'atto cosciente, nel momento in cui la osserviamo. Entropia e sintropia danzano insieme alla vita e alla morte, al ritmo del battito cardiaco dell’universo.

Per conoscere sé stessi occorre entrare in sintonia con l’universo, eliminare gli stereotipi che chiudono le porte della percezione, e passare ad uno stadio successivo che non vuole riformare ma trasformare, ovvero, innalzare le nostre conoscenze per assumere una nuova consapevolezza, quella che ci permetterà di superare le nostre paure e le nostre sofferenze.

Il TUTTO, costituito dall’universo visibile e quello invisibile, ci dice che siamo all’interno di un qualcosa di così perfetto dove tutto è interconnesso. La prova del TUTTO ci viene fornita dall’entanglement quantistico, questo dimostra il fatto che se due particelle sono intrinsecamente connesse tra loro, perché semplicemente venute in contatto, se messe alle due estremità dell’universo, rimangono magicamente interconnesse, difatti, ogni alterazione di stato di una particella corrisponde ad un cambiamento di verso opposto dell’altra particella.

Gli scienziati, pur non avendo capito fino in fondo come queste due particelle rimangono interconnesse all'infinito, sono in grado di sfruttare questo fenomeno per costruire dei computer quantistici per scambiare informazioni sempre in maniera istantanea, senza reti di comunicazione, quindi in estrema sicurezza.

L’Universo visibile e l’Universo invisibile si trovano sempre in uno stato di perenne cambiamento e trasformazione e le leggi dell’Universo sono regolate da vibrazioni, risonanza, e attrazione, ma, in riferimento alla nostra esistenza, chi è l’architetto di tutto questo?

Il famoso esperimento della doppia fenditura ci permette di dimostrare il dualismo onda-particella della materia, o meglio di verificare come l’osservatore può influenzare la realtà. Il fatto che la luce sia un’onda di energia, se non la osserviamo, o una particella di materia fisica, se invece la osserviamo, è un dato di fatto, al quale molti stentano ancora a credere.

Tali esperimenti dimostrano come la funzione d’onda collassa in una particella solo quando si opera un atto cosciente di osservazione, di misurazione del sistema sotto osservazione. Possiamo quindi affermare che è l’osservazione consapevole a creare la materia e non viceversa. Se l’osservatore crea la realtà, l’osservatore è il creatore, lui vive dentro di noi, lui è la nostra coscienza.

Nell’IO abbiamo il pensiero e le emozioni, sono forme di energia e sono parte dell’invisibile, esse mantengono le informazioni delle proprie origini e la matrice della nostra coscienza, tutto si concentra, un’azione costante e immutabile, che contribuisce con un principio di retro-casualità a progettare il nostro futuro.

​Il visibile e l’invisibile si contrappongono in una condizione di eternità in un “Tutto”, ed il visibile non nasce quando viene osservato, ma quando il pensatore si fonde con il pensiero stesso, è proprio il pensiero ad essere la forma di energia più forte nell'universo.

​Il nostro destino e il nostro futuro, non è demandato ad un “terzo” o alla casualità, anche se molti non ne sono consapevoli, siamo proprio noi i progettisti di ciò che si materializzerà in futuro. ​Noi non siamo esseri inutili, tutto ciò che è visibile è stato generato da noi, dalla nostra osservazione consapevole, che si realizza attraverso eventi sincronici.

​Il nostro sentire di essere vivi ridà un senso alla vita e quello che noi siamo è l’insieme dell’universo visibile, dell'universo invisibile e della scintilla che attiva i pistoni dell’altalena del “tutto”.

​Tutto ciò che compone il visibile si trasforma in qualcosa di invisibile che mantiene la memoria delle informazioni del suo stato precedente, il corpo vive del mondo visibile, la nostra anima nel mondo invisibile, questa, dopo essersi concentrata con le tante altre anime presenti nell'invisibile, diventa materia attraverso la scintilla che dà la vita. Il futuro, quindi, si determina con un principio di retro-causalità, nell'invisibile. Alla base di tutto c’è quindi un progetto della natura che appartiene ad ognuno di noi, che si realizza attraverso eventi sincronici, che noi stessi creiamo attraverso le nostre emozioni e il nostro pensiero.

Al mondo serve un nuovo rinascimento, dove l’uomo libero nel pensiero saprà mettere al centro di ogni scelta il benessere dell’uomo e la tutela dell'ambiente, per sentirsi parte integrante di un tutto. Un uomo capace di diffondere una nuova coscienza collettiva i cui valori sono la condizione e la moltiplicazione, la cui vocazione è quella di rispettare la natura e la vita.

  • ALFASSA
  • ALFASSA Social
  • Facebook
  • YouTube

Fondazione Homo Novus

Comitato umanistico di ALFASSA

Via del Castello, 34, 06042

Campello sul Clitunno (PG)

C.F. 93027410542

C.S.  € 458.000,00            

 

Mail: info@fondazionehomonovus.net

Pec: fondazionehomonovus@pec.it

ALFASSA

Sistema di Sviluppo 

Last Report: 27/11/2019

C.I. € 1.880.662

Alfassa Token: € 0,031

Mail: info@alfassa.net

website: www.alfassa.net

© 2020 Copyright Fondazione Homo Novus. All rights reserved